Sterilizzazione e castrazione

Se non vogliamo che la nostra femmina di casa a quattro zampe si riproduca, abbiamo la possibilità di intervenire in due maniere: mediante l'uso di anticoncezionali, o mediante la chirurgia. La differenza tra le due metodiche consiste in mentre l'uso di anticoncezionali posticipa temporaneamente l'estro, detto anche calore, (fase del ciclo che segue il proestro caratterizzata da perdite vulvari sanguinolente) l'atto chirurgico, dal momento che vengono asportate gli organi riproduttivi, (ovaie e/o utero) è definitivo.
Gli anticoncezionali sono sostanze ormonali che somministrate prima che l'animale sia entrato nella fase estrale vera e propria, bloccano il ciclo nella fase anaestrale, prolungandolo per un periodo di tempo che può durare anche diversi mesi. Non è raccomandato l'uso continuativo per più di due cicli sessuali consecutivi soprattutto negli animali riproduttori. L'uso a lungo termine può favorire infatti l'insorgenza di infezioni uterine (endometriti e/o iperplasie), tumori mammari, o diabete, specialmente negli animali anziani. Gli anticoncezionali si possono somministrare per os o per iniezione sottocutanee.
L'opzione chirurgica presuppone invece una anestesia generale che permette al chirurgo di lavorare in assoluta tranquillità e al paziente di non percepire alcun dolore durante l'intervento.
Se l'obiettivo è quello di togliere la capacità riproduttiva all'animale, il chirurgo ha la possibilità di intervenire in diverse maniere; mediante la legature delle tube uterine, mediante asportazione delle ovaie (ovariectomia), ed infine mediante l'asportazione dell'ovaio e dell'utero (ovaroisterectomia).
La legature delle tube uterine presenta dei vantaggi che sono: consentire all'animale di avere dei cicli regolari e di accoppiarsi senza correre il rischio di restare gravida. E' vantagioso quindi quando si ospitano nella stessa casa animali di sesso maschile e femminile. Inoltre, poichè le ovaie rimangono al loro posto, non si verificano quelle alterazioni ormonali che inducono l'ingrassamento tipico delle femmine ovariectomizzate. L'organismo degli animali sterilizzati infatti produce meno estrogeni e inoltre viene alterata l'attività tiroidea, con conseguente modificazione della regolazione dell'appetito e del metabolismo e conseguente maggiore assimilazione di cibo con deposito di grassi.
Se si decide per questa metodica chirurgica bisogna essere coscienti che ciò può comportare problemi molto gravi; infatti la persistenza delle ovaie che continuano a stimolare le mammelle può provocare l'insorgenza di mastiti, mastopatie o tumori mammari; anche l'utero, a ogni ciclo sessuale viene stimolato e ciò alla lunga puo portare lo stesso ad ammalarsi (endometriti, piometra, ecc,). Queste sono delle patologie che difficilmente guariscono con il solo uso di farmaci, ma il più delle volte richiedono un intervento chirurgico.
L'ovariectomia, come abbiamo già detto consiste nell'asportazione delle sole ovaie lasciando sul posto l'utero. Questo organo se non si asporta si involve trasformandosi in un cordoncino fibroso. In casi rari ciò può non accadere è può dare origine a quella malattia nota con il nome di "Patologia del moncone".
L'ovaroisterectomia, infine consiste nell'asportazione sia delle ovaie che dell'utero. E' un intervento che richiede qualche minuto in più rispetto al precedente, non comporta rischi chirurgici più elevati rispetto alla sola ovariectomia e non potrà mai dare origine alla patologia del moncone.
Anche nei maschi si può ricorrere alla sterilizzazione meglio nota come castrazione, che consiste nell'asportazione chirurgica dei testicoli. Alla castrazione si ricorre quando in presenza contemporanea di maschi e femmine si preferisce operare il maschio, al fine di precludere la possibilità dell'accoppiamento; oppure per prevenire la "marcatura territoriale" tipica dei maschi, che consiste nell'emissione di poche gocce di urina che servono per lasciare le tracce odorose e quindi a marcare il territorio di dominanza. L'urina fortemente intrisa di testosterone (ormone testicolare) ha un odore nauseabondo e persistente per alcuni giorni.
La castrazione è fortemente raccomandata in corso di patologie come le infezioni prostatiche, iperplasia prostatica o tumori testicolari. Nei cani rispetto ai gatti la castrazione è una pratica meno consueta. Viene richiesta soprattutto nei casi di cani che tendono ad allontanarsi molto e per molto tempo da casa, o per attenuare l'aggressività nei cani dominanti.
In alternativa alla castrazione chirurgica esiste la possibilità di una castrazione chimica, mediante l'uso di farmaci, i cosiddetti "antiandrogeni", che inibiscono la libido temporaneamente (circa sei mesi). E' in corso di studio un'altra tecnica non chirurgica, che utilizza dei composti chimici localizzati: si tratta di un'iniezione unica intratesticolare di gluconato di zinco che porta a una azoospermia definitiva. Questa tecnica, a oggi, non è stata sufficientemente testata per potere essere raccomandata.
Dopo la castrazione, l'aumento di peso è inevitabile, ed è tanto maggiore quanto più tardivamente viene effettuato l'intervento. La composizione dell'urina cambia e aumenta la probabilità che possa sviluppare calcoli urinari. Per prevenire questi problemi si raccomanda di alimentare l'animale con degli alimenti specifici per animali castrati che impediscono la formazione di calcoli di ossalato o di struvite.
In conclusione, come si evince da questo breve escursus, le possibilità offerte sono tante e dipendenti da tanti fattori, come dal sesso, dalle motivazioni, dalla presenza o meno di una patologia in atto, ecc. La decisione finale in ogni caso và concordata con il proprio veterinario di fiducia che saprà consigliarvi per il meglio.
Una cosa che non tutti sanno è che l'animale si accoppia solo per istinto come conseguenza di un stimolazione ormonale, quindi solo per fini riproduttivi che contribuiscono al mantenimento della specie; e non come l'uomo che si accoppia anche per rispondere a degli stimoli fisiologici. Le femmine accettano il corteggiamento solo durante la fase estrale durante il quale si accoppia con il maschio, mentre lontani da questo momento non accetta nessuna avance, anzi è molto aggressiva.
Infine un consiglio a tutti coloro che per motivi etici non ritengono opportuno sterilizzare il proprio animale; prima di fare accoppiare il vostro animale chiedere ad amici e parenti la disponibilità a prendersi un cucciolo, ciò per evitare di trovarsi impreparati con dei cuccioli in casa già grandi e non saper che farne, farlo accoppiare una o due volte nel corso della sua vita, usare gli anticoncezionali con moderazione solo su prescrizione veterinaria.
In definitiva, la sterilizzazione è da consigliare sia per i maschi che per le femmine perchè contribuisce a raddoppiare l'aspettativa di vita del'animale, in quanto riduce il rischio che si allontani da casa; diminuisce l'incidenza di lesioni come morsi o graffi dovuti a scontri con altri animali(soprattutto gatti); nelle femmine abbassa il rischio di sviluppare infezioni uterine e tumori mammari; limita il comportamento di marcatura con le urine (tipico dei gatti maschi), ed infine contiene gli episodi di aggressività tra maschi. Studi recenti dimostrano che la speranza di vita di un gatto maschio non castrato è inferiore a quella di un gatto maschio castrato di circa 5 anni.

Gennaro Dott. Calogero

 14/06/2012