Vaccini e vaccinazioni


Un corso di aggiornamento tenutosi di recente ad Agrigento (Novembre 2018) su alcune delle più gravi malattie infettive del cane e del gatto, mi ha dato lo spunto per parlare di vaccini e vaccinazioni. L'importanza dei vaccini è risaputo; svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione di molte malattie infettive, e a tutt'oggi vengono considerati come la più grande conquista della sanità sia in ambito umano che veterinario. Grazie all'uso dei vaccini sono state debellate definitivamente due temibili malattie, una umana il Vaiolo e una animale la Peste Bovina. Peste bovina

Cominciamo con il dire che non tutti i vaccini sono uguali; differiscono notevolmente in base alla loro preparazione, composizione chimica, al trattamento cui viene sottoposto la componente microbica, e tanto altro ancora. Non tenere in giusta considerazioni queste differenze può significare mettere a repentaglio la vita del cane e del gatto.
Una prima distinzione prevede la differenziazione dei  vaccini in "Core" e "Non Core"; I primi sono ritenuti indispensabili perchè prevengono il diffondersi di malattie infettive presenti in tutto il mondo. I vaccini Core nel cane sono quelli contro il Cimurro, l' Epatite e la Parvovirosi.
 I vaccini "Non Core" nel cane sono contro la Bordetella Bronchiseptica, Borrelia Burgdorferi, il virus della Parainfluenza, Leptospira Interrogans, Leptospira Icterohaemorhagiae, Leptospira Grippotyphosa e Australis, Leptospira Pomona, il virus dell' Influenza Canina, e il Coronavirus. I "Non Core" sono ritenuti non indispensabili, in quanto la sintomatologia conseguente alla infezione indotta da questi agenti eziologici raramente porta a morte l'animale.
Fa eccezione il vaccino contro il virus della rabbia, il quale viene considerato "Core" , solo nei paesi dove è obbligatorio per legge, o in aree dove la malattia è endemica. In Italia la vaccinazione è ritenuta "Non Core" e quindi non obbligatoria, mentre per tutti gli animali che varcano i confini dell'Italia, in entrata o in uscita, potrebbe essere obbligatoria in riferimento alle disposizioni di legge vigenti nei paesi di provenienza o di approdo. In Italia nel 2011 è stato segnalato l'ultimo caso di malattia e dal 2013 ha conquistato la qualifica di paese indenne.
Una considerazone generale sui vaccini: il vaccinare un animale, non garantisce la protezione del solo animale che riceve il vaccino, ma è dimostrato scientificamente che fornisce indirettamente una protezione al resto della popolazione non vaccinata con un meccanismo noto come "Immunità di specie o di popolazione o di gregge". Questa protezione è tanto più alta quanto maggiore è il numero di animali vaccinati, perchè diminuiscono le probabilità che un individuo suscettibile entri in contatto con il patogeno. Per ottenere una efficace immunizzazione di gregge, si calcola che sarebbe auspicabile che fossero vaccinati almeno il 75% della intera popolazione.
I vaccini si distinguono inoltre in "Infettivi" e "Non Infettivi".
I vaccini Infettivi sono ottenuti da virus vivi o attenuati e sono in grado, una volta inoculati nell'organismo, di replicarsi, e quindi hanno il vantaggio di indurre una immunizzazione attiva con conseguente produzione di una notevole quantità di anticorpi perchè inducono una risposta sia Umorale che Cellulo Mediata.
Dal momento che si parla di virus vivi o attenuati è fondamentale che lo stato di conservazione del vaccino sia rigorosamente rispettoso della catena del freddo.
Come conseguenza della replicazione virale nell'organismo si posssono manifestare modesti malesseri come, abbattimento, febbre, anoressia. Questi disturbi scompaiono dopo qualche giorno senza bisogno di alcun trattamento.
I vaccini non Infettivi sono costituiti da un frammento di agente infettivo spento o inattivato ma antigenicamente attivo. Non sono in grado di replicarsi all'interno dell'organismo e quindi sono incapaci di stimolare una immunizzazione attiva. Hanno bisogno dell' ausilio di un adiuvante per garantire una soddisfacente risposta anticorpale.
Non hanno la capacità di infettare o causare danni o indurre segni clinici di malattia, ma allo stesso tempo non sono molto immunogeni e quindi per ottenere una buona copertura anticorpale richiedono più dosi ripetute anche nel soggetto adulto, e hanno una durata di immunità solitamente inferiore a un anno.
In seguito alla vaccinazione non tutti gli animali rispondono in maniera efficace, è dimostrato che alcuni individui sviluppano una risposta anticorpale molto bassa, altri, la maggior parte, hanno una risposta buona, e altri ancora una risposta molto elevata.
Esistono poi i cosiddetti "Non Responder" i quali  per difetti di natura genetica, non rispondono in maniera efficace neanche a ripetute sollecitazioni, cosi come alcune razze di cani rispondono meno rispetto ad altre; tra tutti i rottweiler e i doberman.
Se vogliamo avere certezza che i vaccini somministrati abbiamo stimolato una sufficiente risposta anticorpale, si può  procedere ad una titolazione quantitativa di anticorpi presenti nel siero, utilizzando un test specifico (Agrolabo), un mese dopo l'ultima vaccinazione.
Infine in base al numero di valenze possedute i vaccini si distinguono in: "Monovalenti" e "Polivalenti". I primi proteggono nei confronti di una sola malattia, mentre i secondo proteggono l'animale contro più malattie.
A tal proposito bisogna sfatare un mito, secondo il quale nei cuccioli sarebbe opportuno non sovraccaricare troppo il sistema immunitario con un polivalente. Ebbene, è dimostrato che il sistema immunitario di un cucciolo sano di almeno 16 settimanne risponde in maniera sufficiente a garantire una adeguata copertura anticorpale.

                                      Protocolli vaccinali consigliati per cani
Non esiste un protocollo vaccinale che va bene sempre e in qualunque circostanza, perchè come si è detto esistono vaccini( Attivi) che stimolano efficacemente il sistema immunitario garantendo una risposta anticorpale sufficiente e duratura nel tempo,  e altri vaccini (Inattivi), i quali non danno una garanzia di protezione sufficiente a proteggere l'animale, e spesso la durata dell'immunità indotta è inferiore a un anno.
Un'altra cosa molto importante da considerare è se la mamma del cucciolo è vaccinata; infatti se la mamma è protetta, i cuccioli ricevono durante la gravidanza e poi ancora con l'allattamento tramite il colostro, degli anticorpi passivi che lo proteggono fino a 6 settimane circa. Dopo le sei settimane questa protezione comincia a diminuire fino a cessare completamente a circa 8 settimane.
Vaccinare un cucciolo in presenza di anticorpi materni è controproducente perche la presenza di questi anticorpi circolanti inibisce la stimolazione anticorpale. In questi casi prima di inoculare la prima dose di vaccino bisogna aspettare che il cucciolo abbia compiuto almeno due mesi (per potere essere sicuro della scomparsa degli anticorpi materni), e poi procedere con una seconda dose di vaccino a distanza di un mese e poi dopo un mese ancora.
E' fondamentale che l'ultima dose di vaccino venga effettuata dopo che abbia compiuto almeno 16 settimane. Se per motivi contingenti siamo costretti a vaccinare prima delle fatidiche 8 settimane (per es. in presenza di un'epidemia) è importante procedere sempre con almeno tre inoculazioni di vaccino distanziate di 1 mese ed eventualmente considerare la possibilità di un ulteriore dose vaccinale a 26 settimane, ed infine, all'occorrenza, un richiamo all'anno.
Negli adulti (Immunologicamente un cane è considerato adulto superato i 4 mesi di età) gli anticorpi indotti dai vaccini Attivi permangono vitali per un lungo periodo di tempo, sicuramente superiore a 1 anno.
Se vogliamo avere un cane protetto immunologicamente la W.S.A.V.A. (World Small Animal Veterinary Association) consiglia un richiamo con vaccino "Attivo e Core" una volta ogni tre anni e, negli anni intermedi, utilizzare i vaccini Non Core che lo proteggono dalla Parainfluenza, dalla Leptospirosi, dall'influenza, ecc.
Quindi sarebbe opportuno utilizzare sempre vaccini attivi e polivalenti.

                                    Protocolli vaccinali consigliati per gatti
Anche i vaccini per gatti, si distinguono in Core (Consigliati) non Core (Optional) e infine i non consigliati. Vaccini Core sono il vaccino contro la Panleucopenia Felina (FVP), contro la Calivicirosi (FCV) e contro L'Erpesvirosi di tipo 1 (FHV-1), tra gli optional viene annoverata la vaccinazione contro la Leucemia Felina (Felv) e infine tra i non consigliati la vaccinazione contro la Immunodeficienza felina (Fiv). La vaccinazione contro la rabbia viene considerata Non Core, ma in alcuni territori dove la malattia è endemica o per esigenze di viaggio, la vaccinazione può essere obbligatoria per legge. Il vaccino contro la Panleucopenia felina conferisce una immunità robusta e prolungata, nel senso che la quantità di anticorpi prodotti in seguito alla stimolazione è sufficiente a proteggere un animale per lunghi periodi di tempo. I vaccini contro la Calivicirosi e l'Erpesvirosi non sono molto immunogeni, pertanto la vaccinazione può non essere sufficiente a proteggere un animale. Il vaccino contro la Leucemia Felina viene considerato particolarmente utile per quei gatti che hanno libero accesso fuori, mentre non è facoltativo per gli animali che vivono in casa possibilmente da soli.
Per la vaccinazione dei gattini, bisogna tenere in debita considerazione l'età degli stessi, ciò al fine di evitare l'interferenza con gli anticorpi materni ricevuti dalla mamma vaccinata, durante la gravidanza e l'allattamento. Vaccinando un gattino a 8 settimane di età non possiamo essere certi che la vaccinazione stimoli una sufficiente risposta anticorpale in quanto cio dipende dalla quantità di anticorpi posseduti in quel momento. Gli anticorpi materni circolanti nel gattino possono perdurare ben oltre le otto settimane. Alcuni gattini presentano una quantità di anticorpi materni talmente elevata che risultano protetti anche fino a un anno di età.
Per avere certezza dell'efficacia delle vaccinazioni è opportuno iniziare con una prima inoculazione a otto settimane, cio al fine di proteggere i gattini che non hanno ricevuto anticorpi materni, e poi ripetere a dodici, sedici e infine a 26 settimane. Per i gatti che ricevono l'ultima dose di vaccino "Core" a 26 settimane viene considerata plausibile la possibilità di richiamare la vaccinazione dopo tre anni. ll'immunità si può considerare effettiva dopo trascorsi tre mesi dall'ultima vaccinazione.
Il gatto adulto si può vaccinare una volta ogni tre anni con vaccini Core e ogni anno con vaccini Non Core. Anche per il gatto esiste la possibilità di testare il siero per verificare la quantità di anticorpi circolanti e poi decidere se è il caso di procedere alla vaccinazione.

Un pò di legislazione: In base all'art. 65 del DPR 320/54 (Regolamento di Polizia Veterinaria) l'unico soggetto che può vaccinare un animale è il Medico Veterinario. Il Medico Veterinario è l'unica figura professionale in grado di valutarne lo stato di salute e quindi l'unico che può approntare un piano vaccinale adeguato alle sue esigenze. Pertanto la vaccinazione eseguita da allevatori o altri, è da considerarsi abuso di professione e come tale perseguibile in termini di legge.
Per quanto riguarda l'approvvigionamento dei vaccini o farmaci l'art. 70 del D.Lvo 196/06 prevede che la cessione al dettaglio, da parte di un farmacista, possa avvenire solo all'interno di farmacie, parafarmacie o grosssisti, previa presentazione di ricetta medico veterinaria.

Gennaro Dott. Calogero( Art. in allestimento)

Per chi avesse interesse ad approfondite queste tematiche consiglio di consultare direttamente le Linee guida per la vaccinazione del cane e del gatto della